Cosa trattiene e cosa cancella la memoria di una società? Come si preserva nel tempo quel sapere condiviso che chiamiamo tradizione? Questo problema, che Aby Warburg ha posto nell'ambito della tradizione occidentale - ma che lui stesso ha sempre pensato come parte di un'antropologia generale della cultura -, è al centro di questo libro. Vi si presenta in modo inedito, per due ragioni. In primo luogo, questa domanda è posta nell'ambito di una società detta senza scrittura: il che impone di individuare i modi e le tecniche con cui la memoria del gruppo si preserva nel tempo. In secondo luogo, si è a lungo creduto che tali società, tutte intessute di riferimenti al mito, siano anche prive di coscienza storica. Il libro tende a dissipare questa illusione, tramite lo studio di un'immagine che i Cuna del Panama - in una tradizione di canti rituali tra le più affascinanti dell'Ameriga indiana - tramandano dai primi del Cinquecento a oggi: quella del Bianco, che appare trasformato in demone veggente, simbolo temuto della follia. Tramite lo studio di questa immagine complessa, insieme traccia di conflitti realmente avvenuti e protagonista del Canto sciamanico della follia, emerge, oltre al mito, una figura nuova del sapere antropologico: la memoria rituale. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.