Nell'ambito di una ricca produzione sull'umanitario, la riflessione antropologica si è spesso concentrata sulle esperienze di coloro che ricevono aiuto, piuttosto che sulla posizione sociale ed esistenziale - a volte tormentata e marginale - di chi presta aiuto. Adottando una postura insolita nello studio delle migrazioni, il volume esplora i bisogni, i desideri e le sfide che operatrici, operatori e volontari affrontano ogni giorno per assistere le persone in movimento nel sistema italiano di accoglienza e lungo le frontiere bosniache, dove si consuma la violenza dei respingimenti a catena contro donne e uomini che cercano di raggiungere l'Unione Europea. Problematizzando visioni demonizzanti o eroiche degli attori umanitari, il volume mostra come uno sguardo intimo delle loro disposizioni, emozioni e relazioni possa illuminare dimensioni essenziali del governo della mobilità umana.